La neve era tanto bella vista da accanto a un termosifone, nonostante la spiegazione di italiano su Goldoni ed il teatro riformato mi arrivasse comunque al cervello, passando per orecchie.
Ho sorriso come promesso, A. stava accanto a me e non riusciva a stare ferma un attimo, il volto da bimba felice illuminato, sereno, gli occhi azzurri ridevamo anche più delle sue labbra, gli occhi radiosi, di quell'azzurro che trapassa gli occhi. Non è riuscita a resistere, ha chiesto di andare in bagno per poter uscire di classe e gettarsi sotto quei fiocchi vellutati, ha fatto piroette e ha corso per tutto il cortile. Era bellissima.
Quando ho capito che avrei dovuto farmi tutta la città a piedi per tornate a casa la magia è finita bruscamente, la neve mi è parsa un po' meno piacevole.
Come tutti i pomeriggi, però, è successo qualcosa di inaspettato, di bello, che mi ha fatto tornare il buon umore.
Succede spesso ultimamente e la cosa mi piace molto.
Ascolto ''Let it Be'', mi sono mancati tanto.
Fuori è tutto bianco e vorrei fare centomila mille fotografie, il cielo è blu e la piscina ghiacciata, ho provato a pattinarci ma non è andata bene, sono troppo cicciona e pesante per il leggero strato di ghiaccio che la copre, peccato.
Ho gli stivali da pioggia pronti ad ogni evenienza e mamma ha portato giù gli sci dalla montagna settimana scorsa, se continua così saranno l'unico mezzo di trasporto agibile per raggiungere il centro abitato.
Spero in un lunedì mattina ghiacciato, non voglio fare il compito di matematica.
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