nothing is gonna change my world

domenica 2 gennaio 2011

I'll move to Paris and fuck with the stars

vorrei aver aperto gli occhi intorpiditi tanto tempo fa.
è capitato da poco, ho visto come nuove, sentito nuovi freddi e camminato su marciapiedi con uno sporco diverso.
era quello che mi ci voleva, scappare, come sempre. E Parigi sembra proprio essere il mio enorme bunker, enorme sì, ma pur sempre un sacchetto di plastica. Una riserva d'aria dai giorni contati, tanti bei respiri, belli ma predefiniti.
Prima o poi l'aria finisce e devi tornare fuori per respirare lo sporco, soffocare, cadere di nuovo.
Parigi è il mio sacchetto di plastica a cui non vorrò mai rinunciare.
La carta da parati era rossa ed il parquet scricchiolava ad ogni passo, le pareti sottili da sentire i respiri nella stanza accanto, il letto comodo e le labbra screpolate, il cappotto sembrava non tenere mai abbastanza caldo, ma le gambe camminavano svelte.
Una città frenetica, strade enormi, tanto spazio per sentirsi liberi, lontani da casa con la mente e con il cuore.

Poca voglia di tornare, di affrontare il riflesso nello specchio.

Tell me when will you be mine, tell me quando quando
quando.


Nessun commento:

Posta un commento