
Ero convinta di aver chiuso gli occhi e di averli posati per l'ultima volta su una luna bianca come non mai, bianca come niente ormai su questo mondo.
E invece sono appoggiata ad un cuscino ruvido, con le palpebre alzate ed incapaci di muoversi, mente vedo ma non guardo.
Sento caldo sulla guancia sinistra, ma non mi importa.
Forse sto arrossendo mentre riporto alla mente immagini finite in un baratro della mia mente che mi consento di visitare raramente.
Ricordo che faceva caldo quel giorno, soprattutto perchè eravamo in 4 appiccicate ad un vetro a dir poco lurido. Ti guardavo mentre parlavi animatamente con qualcuno che, diciamocelo, non mi interessava.
Mi chiedevo se non ti sentivi osservato o semplicemente se ero riuscita a consumarti con quel mio sguardo affamato mentre cavalcavo con la mia immaginazione frenata.
Ho sussulato per un secondo al suono della campanella, non so come ma mi sono voltata, temendo l'arrivo degli studenti che si stavano precipitanto in classe. Non ho resistito a lungo però, ho riposto il mio volto paonazzo sulla tua immagine. Eri ancora lì ma qualcosa era cambiato, i tuoi occhi non seguivano più interessati il discorso che stavi intraprendendo poco fa, erano girati verso di me, sulle labbra un sorriso che sostituiva un saluto ed io che cadevo all'indietro, ora scarlatta in viso.
Sorrido, mi piace ricordare senza dover soffrire. E' come se avessi apparentemente raggiunto la serenità.
Ti vorrei rivedere. So che non starei male.
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