
È il cinismo che mi uccide, l’impossibilità di guardare avanti con occhi bagnati di positivismo. Credo che continuerò a stare qui per molto.
Ma esattamente dov’è qui? Al centro esatto di questo divano consumato?
Sporco di ricordi misti a vecchiaia e stanchezza della gente che ha provato a dimenticare, dormendo.
Colmo di monetine scivolate agilmente dalle tasche degli ignari, dei disattenti. Macchie e briciole. Sono una briciola adesso. Sono una briciola su questo divano, invisibile ma viva. Dimenticata e non percettibile agli occhi di chi, come te, non si interessa a guardare tra questi cuscini. Sono qui, ma non sono qui. Non sono via, sono qui, ma non ci sono. Dove sono? La domanda che vorrei saper se qualche volta ti ronza in testa, ti tormenta.
È così, non lo so com’è.
Ma esattamente dov’è qui? Al centro esatto di questo divano consumato?
Sporco di ricordi misti a vecchiaia e stanchezza della gente che ha provato a dimenticare, dormendo.
Colmo di monetine scivolate agilmente dalle tasche degli ignari, dei disattenti. Macchie e briciole. Sono una briciola adesso. Sono una briciola su questo divano, invisibile ma viva. Dimenticata e non percettibile agli occhi di chi, come te, non si interessa a guardare tra questi cuscini. Sono qui, ma non sono qui. Non sono via, sono qui, ma non ci sono. Dove sono? La domanda che vorrei saper se qualche volta ti ronza in testa, ti tormenta.
È così, non lo so com’è.
Non trovo la posizione idonea per la rimozione di ricordi sgradevoli, per l’annientamento di verità scomode.
La pioggia picchia sul vetro che dà sul mondo e mi fa venire voglia di stabilità mentale. La nuvola che scorgo di striscio è buia, scura e minacciosa.
Mi fa desiderar di vedere un fulmine spezzare il cielo a metà, mi fa rimanere affascinato dalla luce capace di squarciare il buio insistente. Forse questo succede, nei fenomeni atmosferici, ma nella mia testa no. Non c’è nessun lampo di luce pronto a schiarir l’immenso Ade che c’è qui, nella metà esatta del divano sporco di ricordi.
Non lasciarmi senza emozioni, è il mio timore più grande, sai.
La pioggia picchia sul vetro che dà sul mondo e mi fa venire voglia di stabilità mentale. La nuvola che scorgo di striscio è buia, scura e minacciosa.
Mi fa desiderar di vedere un fulmine spezzare il cielo a metà, mi fa rimanere affascinato dalla luce capace di squarciare il buio insistente. Forse questo succede, nei fenomeni atmosferici, ma nella mia testa no. Non c’è nessun lampo di luce pronto a schiarir l’immenso Ade che c’è qui, nella metà esatta del divano sporco di ricordi.
Non lasciarmi senza emozioni, è il mio timore più grande, sai.
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