nothing is gonna change my world
venerdì 4 marzo 2011
domenica 2 gennaio 2011
I'll move to Paris and fuck with the stars
vorrei aver aperto gli occhi intorpiditi tanto tempo fa.
è capitato da poco, ho visto come nuove, sentito nuovi freddi e camminato su marciapiedi con uno sporco diverso.
era quello che mi ci voleva, scappare, come sempre. E Parigi sembra proprio essere il mio enorme bunker, enorme sì, ma pur sempre un sacchetto di plastica. Una riserva d'aria dai giorni contati, tanti bei respiri, belli ma predefiniti.
Prima o poi l'aria finisce e devi tornare fuori per respirare lo sporco, soffocare, cadere di nuovo.
Parigi è il mio sacchetto di plastica a cui non vorrò mai rinunciare.
La carta da parati era rossa ed il parquet scricchiolava ad ogni passo, le pareti sottili da sentire i respiri nella stanza accanto, il letto comodo e le labbra screpolate, il cappotto sembrava non tenere mai abbastanza caldo, ma le gambe camminavano svelte.
Una città frenetica, strade enormi, tanto spazio per sentirsi liberi, lontani da casa con la mente e con il cuore.
Poca voglia di tornare, di affrontare il riflesso nello specchio.
Tell me when will you be mine, tell me quando quando
quando.
è capitato da poco, ho visto come nuove, sentito nuovi freddi e camminato su marciapiedi con uno sporco diverso.
era quello che mi ci voleva, scappare, come sempre. E Parigi sembra proprio essere il mio enorme bunker, enorme sì, ma pur sempre un sacchetto di plastica. Una riserva d'aria dai giorni contati, tanti bei respiri, belli ma predefiniti.
Prima o poi l'aria finisce e devi tornare fuori per respirare lo sporco, soffocare, cadere di nuovo.
Parigi è il mio sacchetto di plastica a cui non vorrò mai rinunciare.
La carta da parati era rossa ed il parquet scricchiolava ad ogni passo, le pareti sottili da sentire i respiri nella stanza accanto, il letto comodo e le labbra screpolate, il cappotto sembrava non tenere mai abbastanza caldo, ma le gambe camminavano svelte.
Una città frenetica, strade enormi, tanto spazio per sentirsi liberi, lontani da casa con la mente e con il cuore.
Poca voglia di tornare, di affrontare il riflesso nello specchio.
Tell me when will you be mine, tell me quando quando
quando.
sabato 18 dicembre 2010
Oh dirty Maggie Mae, they have taken her away.
Ieri ha nevicato, tutto il giorno, non so se anche per tutto il resto della notte.
La neve era tanto bella vista da accanto a un termosifone, nonostante la spiegazione di italiano su Goldoni ed il teatro riformato mi arrivasse comunque al cervello, passando per orecchie.
Ho sorriso come promesso, A. stava accanto a me e non riusciva a stare ferma un attimo, il volto da bimba felice illuminato, sereno, gli occhi azzurri ridevamo anche più delle sue labbra, gli occhi radiosi, di quell'azzurro che trapassa gli occhi. Non è riuscita a resistere, ha chiesto di andare in bagno per poter uscire di classe e gettarsi sotto quei fiocchi vellutati, ha fatto piroette e ha corso per tutto il cortile. Era bellissima.
Quando ho capito che avrei dovuto farmi tutta la città a piedi per tornate a casa la magia è finita bruscamente, la neve mi è parsa un po' meno piacevole.
Come tutti i pomeriggi, però, è successo qualcosa di inaspettato, di bello, che mi ha fatto tornare il buon umore.
Succede spesso ultimamente e la cosa mi piace molto.
Ascolto ''Let it Be'', mi sono mancati tanto.
Fuori è tutto bianco e vorrei fare centomila mille fotografie, il cielo è blu e la piscina ghiacciata, ho provato a pattinarci ma non è andata bene, sono troppo cicciona e pesante per il leggero strato di ghiaccio che la copre, peccato.
Ho gli stivali da pioggia pronti ad ogni evenienza e mamma ha portato giù gli sci dalla montagna settimana scorsa, se continua così saranno l'unico mezzo di trasporto agibile per raggiungere il centro abitato.
Spero in un lunedì mattina ghiacciato, non voglio fare il compito di matematica.
La neve era tanto bella vista da accanto a un termosifone, nonostante la spiegazione di italiano su Goldoni ed il teatro riformato mi arrivasse comunque al cervello, passando per orecchie.
Ho sorriso come promesso, A. stava accanto a me e non riusciva a stare ferma un attimo, il volto da bimba felice illuminato, sereno, gli occhi azzurri ridevamo anche più delle sue labbra, gli occhi radiosi, di quell'azzurro che trapassa gli occhi. Non è riuscita a resistere, ha chiesto di andare in bagno per poter uscire di classe e gettarsi sotto quei fiocchi vellutati, ha fatto piroette e ha corso per tutto il cortile. Era bellissima.
Quando ho capito che avrei dovuto farmi tutta la città a piedi per tornate a casa la magia è finita bruscamente, la neve mi è parsa un po' meno piacevole.
Come tutti i pomeriggi, però, è successo qualcosa di inaspettato, di bello, che mi ha fatto tornare il buon umore.
Succede spesso ultimamente e la cosa mi piace molto.
Ascolto ''Let it Be'', mi sono mancati tanto.
Fuori è tutto bianco e vorrei fare centomila mille fotografie, il cielo è blu e la piscina ghiacciata, ho provato a pattinarci ma non è andata bene, sono troppo cicciona e pesante per il leggero strato di ghiaccio che la copre, peccato.
Ho gli stivali da pioggia pronti ad ogni evenienza e mamma ha portato giù gli sci dalla montagna settimana scorsa, se continua così saranno l'unico mezzo di trasporto agibile per raggiungere il centro abitato.
Spero in un lunedì mattina ghiacciato, non voglio fare il compito di matematica.
giovedì 16 dicembre 2010
it's driving me mad
E' come se ogni giorno l'universo mi desse la possibilità di ricredermi su tutto, di sorridere; ogni pomeriggio un raggio di sole mi accarezza il volto e mi scalda il cuore, mentre il vento gelido mi distrugge le mani e le dita dei piedi.
I calzini e i maglioni non sono mai abbastanza e la mia pelle sembra ogni giorno più sensibile al mondo esterno.
Ci sono giorni in cui vorrei starmene sotto le coperte, protetta e al sicuro, vorrei non fermarmi ogni due parole e riuscire a scrivere come facevo una volta.
Mi sento svuotata di tutto, senza più parole, senza più niente da dire ed è come se un pezzo di me stesse riposando da troppo tempo, indisturbato, e non c'è modo di risvegliarlo.
Sei mesi fa mi sarei chiusa in bagno con un paio di forbici e accorciato i miei capelli senza pietà e senza piangere, desiderare così tanto un briciolo di leggerezza da eliminare anche solo pochi grammi.
La disperazione.
Quando vedrò scendere bianco ovattato dal cielo sorriderò automaticamente.
Mio padre mi ha messo un tappeto in camera, sta lì, tutto storto a coprire una buona parte di parquet e mi piace, ha colori d'autunno e motivi geometrici, mi viene voglia di distendermi e guardare il soffitto tutta la notte, ma mi ripeto che non ho tempo da perdere, nonostante questo spreco pomeriggi interi in futili passatempi.
Mi diletto nella visione di cartoni animati e vari telefilm, bella noia.
Niente sole d'inverno, niente pomeriggi all'aperto, pochi amici e troppo tempo libero.
Potrei impazzire da un momento all'altro, non so niente di niente e non so come fare a sapere di nuovo quel che sapevo, quel che mai saprò.
Non so più niente.
I calzini e i maglioni non sono mai abbastanza e la mia pelle sembra ogni giorno più sensibile al mondo esterno.
Ci sono giorni in cui vorrei starmene sotto le coperte, protetta e al sicuro, vorrei non fermarmi ogni due parole e riuscire a scrivere come facevo una volta.
Mi sento svuotata di tutto, senza più parole, senza più niente da dire ed è come se un pezzo di me stesse riposando da troppo tempo, indisturbato, e non c'è modo di risvegliarlo.
Sei mesi fa mi sarei chiusa in bagno con un paio di forbici e accorciato i miei capelli senza pietà e senza piangere, desiderare così tanto un briciolo di leggerezza da eliminare anche solo pochi grammi.
La disperazione.
Quando vedrò scendere bianco ovattato dal cielo sorriderò automaticamente.
Mio padre mi ha messo un tappeto in camera, sta lì, tutto storto a coprire una buona parte di parquet e mi piace, ha colori d'autunno e motivi geometrici, mi viene voglia di distendermi e guardare il soffitto tutta la notte, ma mi ripeto che non ho tempo da perdere, nonostante questo spreco pomeriggi interi in futili passatempi.
Mi diletto nella visione di cartoni animati e vari telefilm, bella noia.
Niente sole d'inverno, niente pomeriggi all'aperto, pochi amici e troppo tempo libero.
Potrei impazzire da un momento all'altro, non so niente di niente e non so come fare a sapere di nuovo quel che sapevo, quel che mai saprò.
Non so più niente.
martedì 14 settembre 2010
impressioni di settembre
non ho dimenticato come si ride, ne sono ancora capace, credimi.
Ma di notte, come il sole abbandona il cielo così io abbandono me stessa e le promesse fatte alla luce.
Ma di notte, come il sole abbandona il cielo così io abbandono me stessa e le promesse fatte alla luce.
domenica 8 agosto 2010
farò rifare l'asfalto per quanto ritornerai.
e scoppiare a piangere andando in bici
non riuscire a stare in equilibrio
cadere
crollare.
oggi più di ieri
domani più di oggi
non riuscire a stare in equilibrio
cadere
crollare.
oggi più di ieri
domani più di oggi
giovedì 29 luglio 2010
3.35
davvero non riesco.
è incredibile quanto la mia mente viaggi per affari suoi, mentre il mio buon senso ed il mio amor proprio collaborano, nel tentativo di indirizzarla nella direzione giusta.
porca miseria
mi sto mangiando le unghie.
ti prego, torna a parlarmi
voglio sentire la tua voce.
anche se fosse l'ultima volta.
è incredibile quanto la mia mente viaggi per affari suoi, mentre il mio buon senso ed il mio amor proprio collaborano, nel tentativo di indirizzarla nella direzione giusta.
porca miseria
mi sto mangiando le unghie.
ti prego, torna a parlarmi
voglio sentire la tua voce.
anche se fosse l'ultima volta.
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