Mi sembrava di camminare nel vento, passo dopo passo, sentivo i germogli del glicine tra le dita dei piedi e non mi sembrava affatto di essere in piedi sulla ringhiera del balcone.
Avevo gli occhi chiusi e le braccia aperte, senza paura del vuoto sottostante. I capelli mi incorniciavano disordinati il viso, la fronte, mi accarezzavano le labbra spente.
Non penso di essermi mai sentita più viva, mai sentita più vera che in quell'attimo dove si celava la mia ultima scelta: vivere o morire.
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