
Ho sempre le ginocchia sbucciate, porto jeans strappati e rotule arrossate.
Le mie gambe hanno intrapreso da un po' una relazione morbosa con l'asfalto, fatta di sesso violento ed amor profano.
Mi sento un bambino di otto anni, pieno di graffi portati con orgoglio, trofei di una sentita partita di calcio o di un pomeriggio vissuto da guardia o ladro.
La bocca sempre sporca di cioccolata, ed il berretto portato di lato, i vestiti sporchi ed un calzino basso ed uno alto.
E colorare fuori dai margino, con il cielo bordaux, gli alberi blu e le persone gialle; sporcarsi le mani di inchiostro e bianchetto.
Nessun commento:
Posta un commento