Tic toc, è tardi e sono in ritardo per il tè. La pioggia è in ritardo, il sole non arriva ed io non mi sento bene. Ho il raffreddore e un calzino blu e uno rosso.
Mi guardo i piedi e penso che non è poi così male.
Cra cra, le rane nello stagno e i fiori spezzati, la rugiada sulle foglie di tiglio e il giubbotto odora di bagnato d'estate.
Miao, il mio gatto ha fame ma non ci sono croccantini.. va bene un avanzo di bollito?
Ho freddo ed il termosifone ha più freddo di me, il tè non è ancora pronto ed io mi sento un po' spossata; non so come dirti che inizi a mancarmi un po' meno, quindi mi manchi solo tanto e non tantissimo, e non so nemmeno come fare ad imparare che l'amore platonico è adulterio perchè nel matrimonio era ovvio che l'amore fosse carnale e l'unione consumata, tutto questo in francese.
Non so come ma sento di respirare aria buona, e non solo perchè ho ricominciato a fumare, anche perchè quest'acqua che viene da sù porta nuovi mesi e nuove stagioni e un altro anno vola via, forse l'ultimo, forse il primo di una lunga serie.
Bè che dire, l'importanza è non scottarsi e prendere le presine.
Pugni chiusi, non ho più speranze, in me c'è la notte più nera.
Posso dirti che ti amo, anche cento volte di fila a testa in giù cantanto Don't let me down e fancendo il giocoliere con tre palline rosse e verdi in bilico su un naso di foca monaca, ma non riesco proprio a pensare lucidamente quando sei a meno di 100 metri da me.
Non ci saranno più notti solitarie e vuote, sei la luce che mi guida ed io voglio sentirti respirare forte più che puoi, voglio vedere il lampo nei tuoi occhi quando ti prendo le mani e voglio che mi si fermi il cuore quando mi tocchi i capelli.
Sei le mie radici, la mia terra e l'acqua più chiara che conosco.
Sei fuoco che brucia e non fai male, sei musica perchè colpisci forte al cuore ma non mi distruggi in mille pezzi.
Ed io ti vivo.
Nessun commento:
Posta un commento