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Mi sento eternamente succube dell'inesistenza.
Ci sono giorni in cui credo di potermi tuffare in un barattolo di marmellata ed uscirne senza una macchia, altri in cui l'aria mi pesa sulle spalle e mi sento i piedi attaccati al mento.
Vorrei un cappello per non far prendere freddo ai miei pensieri.
Sento che con questo leggero vento di primavera tra le voglie d'ulivo c'è qualcosa di estremamente familiare, non sento lo stesso torpore nei polmoni.
Portami a bere limonata fresca con ghiaccio ed uno spicchio di lime verde sedano.
Voglio bruciare nell'acqua ed annegare tra le nuvole.
Una tazza di thè in compagnia del tappeto.
Scriverti su pezzi di carta ingiallita dal tempi, disegnare i contorni della lettera e spruzzare un po' di profumo sulla busta, così che tu, avvicinandoti alla cassetta delle lettere, iniziassi a pensare a metà vialetto umido ''è lei''.
Vorrei veder respirare quelle tue labbra a forma di cuore, veder arrossire le tue guance piene, sentir le tue dita tremare su quelle corde.
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